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la chirurgia plastica estetica

Centro Laser Firenze – chirurgo plastico dott Fabio Quercioli

Alessandrite Syneron Candela

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Il raggio del laser Alessandrite Syneron Candela ha una particolare lunghezza d’onda di 755nm che è specifica per colpire la melanina, un pigmento presente nei peli e nel follicolo pilifero. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto all’eliminazione progressiva e definitiva dei peli, ma non solo. Grazie al suo sistema brevettato, che consente di raffreddare gli strati più superficiali della cute pochi millisecondi prima dell’emissione del laser, ha un’azione particolarmente delicata ed è efficace nella rimozione di  altri inestetismi cutanei, come teleangectasie e macchie.

Rispetto ad altre apparecchiature laser ha la prerogativa di non causare spiacevoli sensazioni di bruciore durante e dopo la seduta. Il raggio laser colpisce selettivamente il bersaglio in modo da non creare alcun danno ai tessuti circostanti. In generale, le applicazioni sono caratterizzate da velocità di esecuzione (che consente il trattamento di aree estese), sono indolori e permettono un’immediata ripresa delle normali attività.orologi replica
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L’epilazione definitiva con laser a Alessandrite

Il delicato laser ad Alessandrite Syneron Candela è un metodo sicuro, rapido e efficace per effettuare l’epilazione definitiva, che permette di trattare la più ampia varietà di tipologie di pelle e di peli.

E’ in grado di garantire la massima efficacia su tutte le tonalità di pelle (fototipi), il massimo comfort grazie al sistema di raffreddamento integrato, e la maggior rapidità, grazie agli spot da 6 a 18 mm ed alla rapida frequenza di ripetizione.

Il raggio del laser ad Alessandrite ha come recettore la melanina contenuta nel bulbo pilifero, che va a colpire provocando col suo calore intenso l’ischemia completa del bulbo, ma senza danneggiare la cute circostante, grazie anche allo speciale sistema di raffreddamento integrato nel manipolo, che lo rende diverso da altri laser a impulso lungo. E’ possibile variare frequenza e lunghezza d’onda, in modo da assicurare un elevato livello di sicurezza, efficacia e comfort sia sul viso (labbro superiore, guance, mento, collo) che sul corpo (petto, stomaco, braccia, spalle, zona bikini, gambe e schiena). Il laser a Alessandrite è idoneo anche al trattamento della barba maschile.

Nonostante sia una metodica poco invasiva, il laser a Alessandrite è controindicato in caso di:

  • lesioni cutanee sospette per tumori o Herpes
  • disturbi della cicatrizzazione
  • assunzione di vitamina A, farmaci fotosensibilizzanti o isotretinoina (per acne)
  • gravidanza
  • epilessia

Sono necessarie più sedute per la rimozione definitiva di tutti i bulbi piliferi; infatti il laser a Alessandrite è in grado di colpire solo quelli che si trovano in fase di crescita attiva (anagen), quando cioè è presente molta melanina al loro interno e il fusto del pelo è saldamente connesso. L’impulso in questo modo va a colpire il suo bersaglio, la melanina, distribuendosi nel follicolo pilifero senza danneggiare l’epidermide. Parte dell’energia del raggio laser è assorbita dal pigmento del pelo, parte penetra nel derma, in maniera tale che le cellule responsabili della crescita del pelo vengano danneggiate irreversibilmente e eliminate dall’organismo.

I peli hanno un ciclo vitale suddiviso in tre fasi: la fase anagen, in cui si formano i melanociti nel bulbo e il pelo inizia a crescere, la fase catagen, in cui il follicolo inizia a restringersi e il pelo può facilmente distaccarsene, e la fase telogen, in cui il pelo termina la sua crescita e cade, o è spinto via dal nuovo pelo in formazione.

Non tutti i peli si trovano contemporaneamente nella loro fase anagen, pertanto la loro eliminazione definitiva può avvenire solo progressivamente, con un ciclo di almeno cinque trattamenti con cadenza mensile. Per tutto questo periodo bisogna evitare metodi di depilazione che prevedono l’asportazione del bulbo, come la ceretta, per non eliminare il bersaglio principale del raggio laser. I peli generalmente vanno tolti con la lametta due/tre giorni prima di ogni seduta, per rendere più visibili quelli in fase anagen.

Le sedute di depilazione permanente con laser ad Alessandrite Syneron Candela hanno durata variabile, ma di solito sono molto rapide  anche se la zona da trattare è estesa; non prevedono anestesia e non lasciano segni visibili, tranne un lieve rossore e/o una lieve irritazione di natura temporanea, che non pregiudica la ripresa delle normali attività subito dopo il trattamento.

Nelle settimane antecedenti il trattamento e per tutta la sua durata è sconsigliato usare scrub, peeling o il guanto di crine; i peli non vanno decolorati. L’uso di profumi o tonici a base alcolica è da evitare, così come l’esposizione al sole o a lampade UV e l’applicazione di creme autoabbronzanti.

Il laser a Alessandrite per le macchie

Le macchie cutanee possono essere dovute al naturale processo di invecchiamento della pelle, ma anche ai danni dell’esposizione solare, a disturbi ormonali, assunzione di alcuni farmaci o malattie sistemiche ed endocrine.

Il laser a Alessandrite è specifico per la fotocoagulazione del pigmento melanico,  perciò molto efficace per rimuovere le macchie. Regolandone la fluenza (da 18 a 25 j/cm²) si riescono a trattare fototipi da I a III.

Grazie alla sua azione selettiva il laser è in grado di distruggere il pigmento (la melanina) senza arrecare alcun danno ai tessuti sani circostanti.

Normalmente per l’attenuazione delle macchie sono necessarie 2-3 sedute a distanza di 3 settimane; durante il trattamento è necessario evitare l’ esposizione al sole.

Il laser a Alessandrite per le teleangectasie

Col termine teleangectasie si indicano gli antiestetici reticoli di piccole vene dilatate che compaiono molto di frequente e in particolare su volto e gambe. Questi piccolissimi vasi hanno un calibro che varia da 0,1 a 1 mm, superiore comunque a quello dei capillari veri e propri, che sono ben più sottili e invisibili ad occhio nudo. Sono assimilabili a vere e proprie vene varicose sottilissime, o microvarici, e possono insorgere per varie cause:

– squilibri ormonali durante adolescenza, gravidanza, menopausa ne causano la comparsa soprattutto nella coscia

– insufficienza venosa (che però ha altri tipici sintomi) che le fa comparire nel dorso del piede, su cosce, gambe e dietro al malleolo

– fragilità dei capillari, che ne provoca la comparsa nella parte inferiore della gamba a seguito dell’esposizione a calore/freddo e raggi UV

Esistono poi particolari forme, come le teleangectasie matting, che compaiono in pazienti predisposti dopo l’infiltrazione di sostanze sclerosanti o dopo una flebectomia.

Terapie ormonali, obesità e familiarità possono influenzare la comparsa di questi antiestetici reticoli vascolari superficiali, che tuttavia, una volta escluse patologie vascolari da curare a monte, possono essere eliminati in modo semplice e non invasivo con il laser a Alessandrite.

Il laser a Alessandrite produce un raggio la cui frequenza è idonea per colpire in modo selettivo il pigmento di colore rosso presente nel sangue, è adatto quindi per il trattamento delle teleangectasie, che è in grado di eliminare senza provocare alcun danno ai tessuti circostanti e permettendo l’immediata ripresa delle normali attività.

Prima

Il medico regola le impostazioni del laser secondo le caratteristiche della cute del paziente e dell’inestetismo da trattare.
É possibile regolare la fluenza fino a parametri elevati, in quanto il sistema di raffreddamento immediato previene i danni all’epidermide e evita che il paziente percepisca un calore eccessivo.Il paziente, nel mese precedente il trattamento, deve attenersi ad alcune indicazioni:

  • non utilizzare creme a base di acido glicolico, salicilico e creme abbronzanti
  • evitare di esporsi al sole o a sedute abbronzanti

Nel caso si debba effettuare l’epilazione definitiva,è necessario sospendere i trattamenti con cera, pinzette o elettrolisi, che rimuoverebbero il bulbo, bersaglio del laser; circa tre giorni prima della seduta è necessario depilarsi con il rasoio, senza abbinare peeling esfolianti e senza impiegare profumi/lozioni a base alcolica.

Durante

 

L’operatore passa il manipolo sulla zona da trattare, rilasciando più volte sulla cute un intenso fascio di luce laser, che è completamente assorbito dal bersaglio e convertito in energia termica. Se il raggio è impostato per colpire il bulbo pilifero, questo viene distrutto dal calore, mentre il tessuto circostante rimane intatto.
La durata della seduta può variare a seconda della zona trattata: da 6 minuti per un trattamento di epilazione del labbro superiore (baffetti) a 40 minuti circa per la rimozione dei peli della schiena.

 

Dopo

Al termine della seduta di epilazione è necessario rimuovere una grande quantità di peli caduti. In generale, dopo il trattamento la cute della zona trattata può apparire lievemente arrossata e/o gonfia, per un tempo variabile da pochi minuti a qualche ora. Per alleviare il fastidio si può applicare una crema lenitiva e rinfrescante.
Va ricordato che il laser elimina solo i peli in fase di crescita attiva (anagen), il cui fusto è collegato col bulbo pilifero. Non tutti i peli si trovano nella stessa fase, perciò sono necessarie almeno 5/6 sedute, a distanza di circa un mese l’una dall’altra, per colpire tutti i bulbi in modo efficace.
Il fototipo (colore della pelle), l’estensione della zona da trattare, le caratteristiche di colore e calibro del pelo, eventuali disfunzioni ormonali o cure che possono influenzare la crescita dei peli influenzano la riuscita del trattamento, rendendo talvolta necessario aumentare il numero delle sessioni.
Fra un trattamento e l’altro è indispensabile proteggersi dalle radiazioni solari e applicare creme lenitive e idratanti.