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la chirurgia plastica estetica

Centro Laser Firenze – chirurgo plastico dott Fabio Quercioli

Terapia Fotodinamica

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Terapia fotodinamica per ringiovanimento cutaneo e alterazioni delle cute

La terapia fotodinamica PDT (acronimo di Photodynamic Therapy) è un trattamento dermatologico innovativo di avanzata tecnologia, nato per curare lesioni pre-cancerose e tumori cutanei non melanocitari, ma impiegato oggi anche per cura di numerose alterazioni cutanee.

La sua azione si basa su una particolare sorgente di luce rossa a LED (37 J/cm2 per lampade LED a banda stretta, con lunghezza d’onda di 630 nm), che viene irradiata sulla pelle previa applicazione di una crema fotosensibilizzante.

Il principio attivo della crema penetra nella cute andando ad accumularsi esclusivamente nelle cellule alterate da malattia, o semplicemente ossidate e invecchiate. Nel momento in cui la cute viene irradiata con la speciale luce a LED, all’interno di queste cellule si producono  molecole di ossigeno altamente reattivo che ne distruggono la loro membrana e ne provocano la degradazione.

I tessuti sani circostanti non subiscono alcun danno.

 

Quali lesioni si possono curare con la terapia fotodinamica?

Questo trattamento è idoneo per la cura di molte alterazioni della pelle, sia patologiche che estetiche, ad esempio:

  • ringiovanimento cutaneo
  • danni da fotoesposizione su volto, décolleté, mani
  • acne
  • verruche virali
  • psoriasi
  • cheratosi attiniche di lieve spessore del viso e del cuoio capelluto
  • alcuni tipi di tumori cutanei non melanocitari.

 

Controindicazioni e effetti collaterali

La terapia fotodinamica PDT solitamente è molto ben tollerata, anche perché il farmaco fotosensibilizzante ha un assorbimento sistemico molto limitato, la sua azione si concentra sulle cellule alterate che si vogliono eliminare.

Gli effetti collaterali sono fondamentalmente legati all’intensità del trattamento: quando si impiega la terapia fotodinamica per fini estetici il paziente può avvertire al massimo una sensazione di calore più o meno intensa durante l’irradiazione.

Alla fine del trattamento può presentarsi un lieve gonfiore, prurito e bruciore, che scompaiono nelle 24 ore successive; se necessario si possono impiegare comuni antidolorifici per eliminare il disagio.

E’ fondamentale proteggere dalla luce la zona trattata per 48 ore, per dare tempo al farmaco di essere completamente metabolizzato, evitando se possibile di uscire o se ciò è inevitabile proteggendosi con cappelli, sciarpe e creme con filtro solare fisico (ossido di zinco).

Alcuni trattamenti di ringiovanimento cutaneo possono comportare desquamazione e formazione di crosticine nei 2-5 giorni successivi alla seduta, più raramente possono comparire vescicole, che richiedono l’applicazione di una crema antibiotica.

I risultati estetici del trattamento sono ottimi, ma può essere richiesta più di una seduta.

Questa terapia è sconsigliata ai pazienti allergici alle arachidi (a causa di un eccipiente che può essere presente nel farmaco fotosensibilizzante) ai pazienti portatori di porfiria e xeroderma pigmentosum, alle donne in gravidanza e durante l’allattamento, a chi ha fatto uso recente di retinoidi o presenta fotosensibilità accertata alle lunghezze d’onda terapeutiche (600-700 nm).

Prima

 

All’inizio della seduta si deterge la zona da trattare e si applica la crema fotosensibilizzante (contenente acido aminolevulinico).
In alcuni casi, come tecnica combinata di fotoringiovanimento, si può applicare prima un peeling chimico, ad esempio acido glicolico o piruvico.
Si applica un bendaggio occlusivo che impedisca il passaggio della luce, per evitare che il prodotto si attivi al di fuori della sede desiderata facendo perdere alla terapia parte dell’efficacia.
Il paziente deve attendere circa 3 ore, astenendosi da qualsiasi attività che potrebbe danneggiare la medicazione facendo penetrare la luce.

 

Durante

 

Dopo la rimozione del bendaggio e dell’eccesso di crema, l’area da trattare viene irradiata dalla speciale fonte luminosa per 8-10 minuti circa. E’ necessario che il paziente e il medico indossino appositi occhiali protettivi. Nel caso il paziente avverta un calore eccessivo, si può suddividere il tempo dell’irradiazione in più riprese.

Dopo

Al termine della seduta viene applicata una crema antibiotica e il paziente può immediatamente tornare alle proprie attività.
E’ indispensabile non esporsi al sole o a sorgenti di luce artificiale nelle 48 ore successive alla terapia fotodinamica, o, se la cute presenta una qualsiasi alterazione, fino al momento in cui non ha recuperato un aspetto completamente normale, per non correre il rischio di ipercromia post-infiammatoria.